
L’anno della svolta nel rapporto tra grandi eventi sportivi e ambiente è il 1992, l’anno della Conferenza di Rio de Janeiro su Ambiente e Sviluppo in cui il CIO e alcune federazioni nazionali convengono che la sostenibilità degli eventi olimpici è uno dei valori da considerare per l’organizzazione dei Giochi.
Fino ad oggi la speranza di un ritorno sull’investimento da parte delle città ospitanti i
giochi olimpici è stata in gran parte economica, ma sempre di più volta al
rispetto dell’ambiente.
Nuove costruzioni, bonifiche di aree dismesse, grandi infrastrutture, diminuzione dei rifiuti, attenzione ai cicli aria-acqua -suolo, aumento del turismo e impulso alle imprese nell’indotto hanno dovuto in tempi recenti confrontarsi con indicatori ambientali, certificazioni (il comitato organizzatore di
Torino nel 2004 fu il primo Comitato Organizzatore ad aderire al sistema volontario
EMAS) e buone prassi di green public procurement.
Le Olimpiadi del 1992 a Barcellona sono state un esempio del
beneficio (non solo reputazionale)
ottenibile da una regione metropolitana. La preparazione per le Olimpiadi ha creato una notevole trasformazione della città che hanno fatto di Barcellona un luogo più attraente e vivibile di quanto non fosse in precedenza.
Sono state recuperate le spiagge comunali, costruito un porto, migliorate le strade con conseguente diminuzione del flusso di traffico, ampliato il sistema di trasporto pubblico.
Ma ora c'è qualcosa di nuovo che le città ospitanti stanno ricevendo dai loro investimenti:
la sostenibilità. Le olimpiadi di
Beijing 2008, per esempio, sono state precedute da un lodevole sforzo per rendere più respirabile l’aria del cielo di una delle città più inquinate del pianeta. Le autorità cittadine hanno utilizzato i Giochi come un pretesto per dare impulso alle riforme ambientali, che non solo hanno salvato gli atleti olimpici dal soffocamento ai blocchi di partenza, ma hanno migliorato l'ambiente per più di 12 milioni di cittadini di Pechino.
Al termine delle Olimpiadi il villaggio olimpico è stato convertito in appartamenti di lusso e l’80% degli appartamenti era già stato venduto prima delle olimpiadi.
I giochi invernali di
Vancouver 2010 sono un nuovo esempio di sostenibilità.
Il Richmond Olympic Oval ha un tetto di legno ottenuto dal taglio anticipato della foresta dovuto ad una colossale infestazione di coleotteri. Si tratta di una delle maggiori strutture coperte con volta in legno esistenti al mondo.
Il legname utilizzato proviene dagli alberi tagliati per far spazio alle piste, mentre gli scarti sono stati trasformati in segatura compostabile da addizionare a semi che verranno piantati nelle zone interessate dagli interventi dopo i giochi.
La città vanta un villaggio olimpico costruito con i più alti standard di bioedilizia, le 16 residenze rispettano i rigorosi standard del
LEED, il Leadership in Energy and Environmental Design Green Building Rating System (la stessa certificazione la ottennero le strutture di Pechino).